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Nuova Circolare Regione Veneto 397711 del 23/09/2013 Terre da Scavo Veneto DM 161 Geosolution Srl

 

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SETTEMBRE 2013
Nuova CIRCOLARE n. 397711 della Regione Veneto in materia di Terre da scavo (D.M. n. 161 del 10 Agosto 2012)

Terre e rocce da scavo

Dal 21 agosto 2013 è cambiata nuovamente la normativa per l'impiego come sottoprodotti dei materiali da scavo (provenienti da cantieri di tutte le dimensioni - piccoli compresi), ad eccezione di quelli sottoposti a Valutazione Integrata Ambientale o Autorizzazione Integrata Ambientale i quali, per quantitativi superiori ai 6.000 mc, rimangono sottoposti al regolamento di cui al D.M. 161/2012 (che ne prevede la gestione mediante il Piano di Utilizzo).

L’articolo 41-bis della L. 98/2013 (che ha convertito la L. 69/2013 "Decreto del Fare") contiene le nuove disposizioni in materia di terre e rocce da scavo, indicando come gestire i materiali a cui non si applica il D.M. 161/2012. In base a tale articolo i materiali da scavo sono sottoposti al regime di cui all’articolo 184-bis del D.Lgs. 152/2006 (quindi al regime dei sottoprodotti e non a quello dei rifiuti):

  1. per qualunque quantitativo, se proveniente da cantieri le cui opere non sono soggette ad AIA o VIA

  2. per quantità inferiori o uguali a 6.000 m3, se proveniente da cantieri le cui opere sono soggette a VIA o AIA.

Tale procedura è consentita previa la presentazione, da parte del produttore del materiale, di una dichiarazione (sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi del D.P.R. 445/2000) alle sedi dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) territorialmente competenti, contenente alcune indicazioni fondamentali:

  • la destinazione di riutilizzo dei materiali da scavo sia certa e determinata, anche presso più siti;

  • siano rispettate le Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) compatibili con il sito di destinazione e non vi sia pericolo di contaminazione per le acque di falda;

  • l'utilizzo non comporti rischi per la salute o variazioni negative delle emissioni rispetto alle normali materie prime;

  • i materiali da scavo non siano sottoposti a preventivi trattamenti, fatta eccezione per la normale pratica industriale.

Nell'autocertificazione il proponente dovrà indicare la qualità, la quantità dei materiali destinati al riutilizzo, il sito (o i siti) di deposito e i tempi previsti per il loro riutilizzo. Il completo reimpiego dei materiali scavati dovrà essere successivamente comunicato dal produttore alle sedi ARPA territorialmente competenti, che potrà effettuare controlli a campione, approfondimenti documentali e ispezioni in sito.

Indicazioni da parte della Regione Veneto

La Regione Veneto (Direzione Tutela Ambiente) ha fornito alcuni ulteriori indirizzi operativi per la gestione delle terre e rocce da scavo, provenienti dai cantieri edili, come sottoprodotto, nella nuova Circolare n. 397711 del 23/09/2013, a cui è allegata la modulistica da impiegare per rispettare gli adempimenti previsti:

Modello 1: “Comunicazione all'Arpav (e al Comune), prima dell'inizio dei lavori di scavo, del rispetto dei requisiti di cui al comma 1 dell'art. 41bis, e comunicazione delle eventuali modifiche di detti requisiti”,

Modello 2: “Comunicazione, ai sensi del comma 3, dell'art. 41bis, della conferma alle autorità competenti del completo utilizzo dei materiali da scavo secondo le previsioni comunicate”

La Circolare precisa alcuni aspetti aggiuntivi, validi per cantieri all'interno del territorio regionale Veneto:

  • la necessità di inoltrare la comunicazione, oltre che all'ARPAV, anche all'Amministrazione comunale interessata dalle attività di scavo;

  • in coerenza con il punto precedente, le comunicazioni di eventuali modifiche dei requisiti e delle condizioni indicate nella dichiarazione iniziale dovranno essere trasmesse, oltre che al comune di produzione, anche ad ARPAV;

  • risulta superata, e non più applicabile, la regolamentazione di cui alla D.G.R.V. 179/2013;

  • il soggetto tenuto alla compilazione della dichiarazione, può essere ragionevolmente inteso anche il committente dei lavori, l'appaltatore degli stessi, il soggetto affidatario o, in ogni caso, chi detenga la disponibilità del materiale di scavo.

Le dichiarazioni dovranno essere redatte utilizzando i Modelli 1 e 2 allegati alla Circolare, ed inviate all'indirizzo PEC daptv@pec.arpav.it (precisando la destinazione al Servizio Osservatorio Suolo e Bonifiche) e al Comune luogo di produzione e di utilizzo.

Provincia Autonoma di Trento

Anche in Trentino sono state definite le nuove regole: con la Determinazione n. 495 del Dirigente del Settore Gestione ambientale della Provincia Autonoma di Trento del 25 settembre 2013 è stata approvata la modulistica per la gestione dei materiali derivanti dalle operazioni di scavo, ai fini della presentazione della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà prevista dall’art. 41-bis del decreto del Fare.

 

Scarica il testo della Circolare 397711 della Regione Veneto

 
         
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