NTC 2018: come gestire il regime transitorio

Le nuove NTC 2018 ed il periodo transitorio

Le nuove NTC 2018 (DM 17 gennaio 2018), recanti Aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni, entreranno in vigore il 22 marzo 2018, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 2018.
Il CNI ha pubblicato una circolare (circolare  n. 203 del 23 febbraio 2018), al fine di chiarire le regole riguardanti il periodo transitorio.

Periodo transitorio NTC 2018
Il DM 17 gennaio (art. 2 – Ambito di applicazione e disposizioni transitorie) differenzia il periodo transitorio tra opere private ed opere pubbliche.

Opere private

In base all’art. 2 comma 2 del decreto, per le opere strutturali di costruzioni private che siano attualmente in costruzione, ovvero per le quali sia stato già depositato il progetto esecutivo, possono essere utilizzate le norme previgenti (NTC 2008, approvate con dm 14 gennaio 2008).

Opere pubbliche

Il decreto (art. 2 comma 1) individua 3 casi:

  1. opere pubbliche o di pubblica utilità in corso di esecuzione
  2. contratti pubblici di lavori già affidati
  3. progetti definitivi ed esecutivi affidati prima del 22 marzo 2018 (data di entrata in vigore delle NTC 2018)

Per le opere pubbliche già in esecuzione (primo caso), valgono le precedenti NTC 2008.
Per le opere già avviate ed i progetti affidati prima del 22 marzo 2018 (secondo e terzo caso), si possono ancora usare le precedenti NTC 2008 solo se la consegna è prevista entro il 22 marzo 2023 (5 anni dall’entrata in vigore delle NTC 2018).
Per i progetti assegnati prima del 22 marzo 2018 si possono continuare ad applicare le previgenti norme tecniche per le costruzioni fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi, purché i progetti stessi siano redatti secondo le NTC 2008.

Il nuovo D.Lgs 183/2017 emissioni atmosfera

Emissioni in atmosfera

In vigore dal 19 dicembre 2017 il D.Lgs 183/2017 che modifica la parte V del D.Lgs. 152/2006

A partire dal 19 dicembre 2017 è entrato in vigore un nuovo disposto normativo, il D.Lgs 183/2017 del 15 novembre 2017, che ridefinisce la Parte V del D.lgs 152/2006 circa la limitazione delle emissioni in atmosfera degli impianti medi di combustione (impianti di potenza termica inferiore a 50 MW) e recepisce la Direttiva UE 2015/2193.

Per quanto concerne il restyling della Parte V del Decreto 152/2006, inerente alle autorizzazioni sulle emissioni in atmosfera, il D.Lgs 183/2017 introduce semplificazioni riguardanti i procedimenti, una revisione dei limiti di emissione degli impianti ed un aggiornamento della disciplina sanzionatoria.

Nella fattispecie la nuova suddivisione della Parte V, introdotta dal D.Lgs 183/2017, fa capo a:

  • Titolo I per gli stabilimenti ad uso produttivo,
  • Titolo II per gli impianti termici civili,
  • Titolo III per i combustibili utilizzati in tali impianti.

La normativa sarà applicata ad un ambito fino ad ora scoperto dalla legislazione europea, ossia agli impianti ed attività di stabilimenti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale.
Per gli stabilimenti già soggetti ad autorizzazione integrata ambientale sarà applicata quale “norma di settore”, rappresentativa del livello minimo e inderogabile di tutela.

Tali disposizioni sono applicate a decorrere dal 19 dicembre 2017 ma, in riferimento al D.Lgs 183/2017, gli impianti medi di combustione già esistenti a tale data avranno a disposizione un periodo di transizione per potersi adeguare ai nuovi limiti di emissione.

Per gli impianti termici civili invece la normativa in materia ambientale avrà una forma autorizzativa semplificata attraverso una dichiarazione effettuata al momento dell’installazione.

La nuova Autorizzazione Unica Ambientale

La nuova Autorizzazione Unica Ambientale

Il 13 Giugno 2013 ha segnato la definitiva entrata in vigore del D.P.R. n. 59 del 13 Marzo 2013 “Regolamento recante la disciplina dell’Autorizzazione Unica Ambientale AUA”. Le principali novità introdotte dal Regolamento ed alcuni esempi di applicazione